Quando si parla di ristrutturazione, ricostruzione e nuova costruzione si deve fare molta attenzione poiché essi sono concetti simili ma nello stesso tempo molto differenti tra loro.

 

La Cassazione si è perciò dovuta esprimere chiaramente sugli elementi che differenziano tali situazioni. Un intervento reso ancor più necessario in virtù delle approvazioni, in varie regioni italiane, del Piano Casa, che prevede numerosi incentivi fiscali per chi vuole porre in essere dei lavori di ristrutturazione e ricostruzione di immobili già esistenti. Anche per questo motivo oggi è più conveniente che mai cominciare a porre in essere dei lavori di ristrutturazione edilizia.

 

La Cassazione appunto intende con il termine ristrutturazione il caso in cui ‘gli interventi, comportino modificazioni esclusivamente interne’ ed inoltre vadano ad interessare “un fabbricato le cui componenti essenziali, quali muri perimetrali, strutture orizzontali e copertura siano rimasti inalterati”.

 

A differenza di quanto scritto appena sopra la ricostruzione invece viene identificata quando ‘le componenti dell’edificio, per un evento naturale o per fatto umano, siano venute meno’ e di conseguenza l’intervento che viene posto in essere successivamente non vada a comportare “alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell’edificio, con particolare riferimento alla volumetria, alla superficie di ingombro occupata ed all’altezza”.

 

La Cassazione mette in evidenza poi, anche la differenza tra ricostruzione e nuova costruzione, andando a precisare che nel particolare caso di “aumento di una delle componenti dell’edificio, si è presenza di una nuova costruzione, da considerare tale agli effetti del computo delle distanze rispetto agli immobili contigui”.

 

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