L’idea di trasformare le aziende agricole in “agriturismi” maturò negli anni ‘80 del secolo scorso, quando per effetto della politica agraria europea si registrò una riduzione delle terre coltivate, mentre già da tempo, grazie alla meccanizzazione, calava la necessità di mano d’opera.
La campagna divenne non più solo il settore primario dell’economia volto a soddisfare le necessità di alimentazione, ma anche territorio aperto a una nuova forma di turismo e quindi anche di conservazione dell’ambiente.

Spesso queste aree godono di ampi panorami e fantastici scenari, ma per offrire un’ospitalità accattivante occorre procedere alla riqualificazione del sito, aggiungendo al carattere agricolo anche i servizi necessari.

La riqualificazione di tutta la struttura si sposa molto spesso con una ristrutturazione alla base del quale vi è l’utilizzo del cotto, soprattutto del cotto fatto a mano.

Esso è infatti l’ideale per la creazione di un contrasto tra mondo antico, quello della campagna, immerso nella natura e nella pace più assoluta, e modernità, garantita da servizi di alto livello che devono essere riservati ai propri futuri clienti.

Il nostro cotto fatto a mano, quello de I Mastri Fornaciai, è unico, indistruttibile e di suprema qualità, lavorato ad oltre 1150 °C, si sposa perfettamente con la tipicità di qualsiasi zona d’Italia, grazie alla sua particolare colorazione, dal giallo paglierino al rosa pallido, che lo caratterizza e lo distingue dagli altri tipi di cotto. La colorazione è dovuta alla ricchezza di silicio e alla quasi assenza assoluta di ferro. La possibile cottura oltre 1150 °C, rende il nostro cotto eterno e resistente più degli altri.