Le prime strutture di mattoni di argilla non cotti si trovano in Giordania e risalgono a circa undicimila anni fa. Nelle rovine archeologiche troviamo prove del primo utilizzo di mattoni cotti fra i 5000 e gli 8000 anni fa. Non sapremo mai da chi o quando fu impastato e pressato il primo mattone.

La tecnica di bruciare le tegole di terracotta per renderle impermeabili e resistenti non è stata sviluppata in un giorno e in un luogo. Proprio come per la ruota o gli spaghetti.

Ma cos’è che ci attira così tanto di questi blocchetti di argilla cotta? Perché ci piace tanto circondarcene?

La fabbricazione dei mattoni deriva dall’idea di familiarità, dalla voglia di manipolarlo. Anche per i bambini, nel gioco c’è questa idea del costruire, anche se il bambino non ne è consapevole. Gioca e costruisce. Perciò la costruzione del mattone è un elemento importante, si tratta di un importante materiale da costruzione, perché nessun altro materiale è così vicino a questa concezione di vicinanza. Non è una concezione innovativa, se io ora costruisco una casa con dei polimeri. Imparo e riproduco.

Imparare e riprodurre. Insieme al combinare ed erigere sono i principi magici fondamentali del costruire. Indipendentemente dai materiali. La prima imponente costruzione in pietra della storia dell’architettura fu costruita sul Nilo circa 4600 anni fa. A Saqqara, la necropoli di Menphis, il Faraone Djoser ordinò al suo architetto fisico e mago, il grande Imhotep, di costruire un sepolcro a gradoni.

Col tempo i più pratici mattoni presero il posto dei blocchi di pietra. Erano ben più semplici e veloci da realizzare. E forse il loro successo fu accelerato anche dalla potenza della terra. Contro ogni aspettativa, questi strani oggetti rosso-marroni avrebbero custodito in sé storia, leggende e misteri. E comprensibilmente, l’orgoglio di intere culture fu impresso nei mattoni stessi.

Non appena si comincia a scavare in una città, si portano alla luce mattoni su mattoni. Di solito pensiamo si tratti di oggetti di ben poco valore. Ma basta tenerne uno in mano come Amleto faceva col teschio lucente, che subito si risveglia la curiosità di avventure lontane e destini sconosciuti.
Ad ogni strato di insediamento umano di epoche distanti fra loro, ogni pezzo di argilla cotta riporta il passato nel presente e punta al futuro.

Mentre gli antichi greci e romani realizzavano laboriosamente i loro mattoni a mano, oggi il processo di produzione è largamente automatizzato ma c’è chi ancora produce mattoni in cotto come si faceva tanto tempo fa, come noi dei Mastri Fornaciai, produttori di mattoni in cotto, lavorati interamente a mano, fatti essiccare all’aria aperta per quaranta giorni, per poi essere cotti in forno a catasta, con alimentazione a metano, nel pieno rispetto dell’ ambiente,al fine di non produrre scorie né fumi tossici.

I nostri mattoni sono cotti a più di 1150°, il segreto che li rende eterni, infatti la nostra argilla carica di silicio a questa temperatura sublima, creando in superficie uno strato vitreo, che lo rende inattaccabile, perfettamente carrabile, ergo idoneo per essere utilizzato sia all’ esterno che all’ interno delle nostre abitazioni.

I mattoni in cotto rievocano agli occhi di chi li guarda immagini da fiaba, pensiamo a città come Praga, dove le costruzioni sono interamente di mattoni, contro queste solide mura si sono scagliati nemici di ogni genere e astuzia. Eppure, dopo secoli a difesa della città, riusciranno ancora a sopportare l’incursione degli invasori moderni?

I muri si alzano, i palazzi prendono forma. I successori moderni dei primi modelli della Mesopotamia vengono realizzati secondo i bisogni del momento. Così vengono costruite abitazioni che puntano al futuro, ma ancora fondate su un senso di familiarità. Il segreto del mattone è la sua naturale durevolezza.

Le funzioni originarie del mattone sono cambiate. Ora non deve proteggere in caso di guerra. Oggi non ne abbiamo più bisogno per difenderci. I pericoli provengono dall’aria, come possiamo vedere in tutto il mondo. Così col tempo il mattone si è evoluto in un elemento decorativo. Questa nuova interpretazione del materiale è cominciata in Olanda abbastanza presto. Intorno agli Anni Venti ci fu una corrente nell’architettura nota come “la Scuola di Amsterdam”.

Furono i suoi membri a cominciare ad utilizzare i mattoni come elementi decorativi. Col tempo hanno utilizzato sempre di più il mattone a vista per scopi ornamentali. E hanno superato tutte le prove, dimostrandosi durevoli e resistenti.
Questo antico materiale dunque, il mattone, oggi riunisce la naturalezza originaria con un altissimo livello tecnico e funge da catalizzatore fra le diverse esigenze.

Scegliere i mattoni in cotto di noi de I Mastri Fornaciai, vuol dire rispetto per l’ambiente che ci circonda, per le tradizioni antiche, quando si badava a non stravolgere l’impatto di una costruzione all’interno di un territorio, ed oggi siamo pronti a ricominciare a farlo, avendone capito l’importanza, specie per il nostro ambiente, un patrimonio da tutelare a qualunque prezzo, poiché un prezzo non ce l’ha.

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