Il Decreto Romani sulle energie rinnovabili è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale e, da oggi, è legge.

Il testo del provvedimento sul fronte rinnovabili – fotovoltaico, è composto da ben 25 articoli che definiscono le diverse tipologie di tariffe incentivanti; i punti qualificanti di quella che sarà la nuova regolamentazione legislativa del settore a partire dal primo giugno di quest’anno fino al trentuno dodici del 2016, sono riassumibili così:

  • il provvedimento prevede incentivi per un totale di circa 6-7 miliardi di euro all’anno e, soprattutto, un obiettivo di produzione fotovoltaica di 23mila megawatt entro il 2016;
  • la riduzione degli incentivi sarà graduale, con un’iniziale diminuzione nel 2011-2012 a cui seguirà, nel 2013, un entrata a regime in cui il taglio subirà un incremento direttamente proporzionale alle dimensioni dell’impianto. Da questo anno si passerà quindi a un modello di incentivazione di tipo tedesco, caratterizzato cioè, da una diminuzione degli aiuti economici in base alle dimensioni dell’impianto e, quindi, ai possibili introiti;
  • inoltre saranno particolarmente privilegiati gli impianti fotovoltaici realizzati sui tetti degli edifici pubblici, quali ad esempio scuole e uffici. Aree particolarmente degradate, cioè terreni contaminati, discariche piene e stabilimenti dismessi, godranno infine di maggiori sussidi per l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Le reazioni alla bozza del decreto per i nuovi incentivi al fotovoltaico non sono state molto positive, soprattutto perché le associazioni di categoria ritengono che i forti tagli agli incentivi non sono sostenibili dall’ industria e tutto questo porterà ad un ulteriore blocco del settore, specie in Italia.

Il presidente del GIF Valerio Natalizia,commenta così al forte coro dei NO che si è sollevato dopo la divulgazione dei contenuti del quarto conto energia: “ … i capitali di spesa non consentono uno sviluppo virtuoso del settore e non aiutano i prezzi a scendere”. Vedremo come proseguirà questo iter, ora la parola passera alle Regioni.

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