Alcune Regioni italiane hanno facilitato il recupero del seminterrato con agevolazioni meno conosciute rispetto a quelle che regolamentano l’uso dei sottotetti, permettendo anche in alcuni casi il riutilizzo di questi locali a fini abitativi ma anche per altre destinazioni d’uso.

Quali sono le Regioni interessate? In realtà, sono otto: Liguria, Lombardia, Umbria, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia e Sicilia.

CAMBIARE LA DESTINAZIONE D’USO: Ciò che le accomuna è una disposizione basilare: la deroga agli indici urbanistici. Significa che ciascun immobile ha, sin dalla sua costruzione, alcuni volumi agibili (abitabili), mentre altri sono dedicati al servizio di questi (per esempio per ospitare un magazzino, una caldaia, un ripostiglio, ecc…). Questi locali in genere non possono cambiare la destinazione d’uso loro assegnata ed essere usati come spazi abitabili, per esempio come residenza, ufficio o stanza professionale. Nel caso delle Regioni appena citate tutto ciò, è invece consentito grazie ad alcuni strappi a questa regola permessi.

DEROGHE PER LE ALTEZZE: sono previste altre deroghe, oltre al cambio di destinazione d’uso reso possibile; non tutte, però, sono introdotte da queste Regioni. Le più importanti sono quelle concernenti le altezze minime dei locali e i rapporti aeroilluminanti, in altre parole le superfici dedicate a finestre apribili in proporzione alle estensioni degli ambienti. Nelle residenze, le norme nazionali richiedono per le abitazioni un’altezza minima di 2,7 metri e rapporto aeroilluminanti di RAI di 1/8 (la superficie finestrata deve essere un ottavo di quella del pavimento). Solo la Sicilia e l’Umbria consentono altezze minori mentre Calabria e Umbria permettono finestre più piccole rispetto agli standard presupposti; Basilicata, Umbria, Calabria, Molise e Puglia ammettono l’aereazione meccanica con un apposito apparecchio di ventilazione.

Per un seminterrato abitabile un pavimento ideale è sicuramente quello in cotto fatto a mano, come quello de I Mastri Fornaciai, resistente al freddo e all’umidità, grazie alla sua particolare cottura ad oltre 1150 °C.

Ideale, anche, se si vuole dare un senso di calore all’ambiente, soprattutto nel caso di un seminterrato, e indubbiamente un materiale naturale, ecosostenibile, unico nel suo genere.

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Scegliere il nostro pavimento in cotto fatto a mano equivale allora al desiderio di tramandare l’eredità lasciataci dai nostri nonni, oltre ad avere a cuore l’ambiente che ci circonda, essendo il cotto un prodotto completamente ecocompatibile, prodotto nel completo rispetto della natura.